CIRCA NOI:
Con le papille gustative riconosciamo i sapori dei cibi: dolce, salato, amaro, aspro; con quelle "illustrative" invece, cerchiamo di rappresentare i sapori della vita.
L'idea è quella essenziale del creare, come artiste, ma senza porsi limiti.
Un concetto moderno di artigianato: dai fumetti alle illustrazioni, agli accessori, alla fotografia e tutto ciò che, in un modo o nell'altro, può soddisfare la nostra voglia di creare ed esprimere quello che viviamo e che ci circonda.
Il simbolo che abbiamo scelto per rappresentarci è un triangolo equilatero, a dimostrazione del fatto che nessuna è più importante dell'altra, ma sostenendoci a vicenda tutte e tre siamo essenziali
alla realizzazione di qualunque progetto. Allo stesso modo, però, il triangolo con il vertice verso l'alto può simboleggiare il fuoco, e il nostro, che brucia ardentemente e necessita continuamente di essere alimentato, è quello della passione verso ciò che stiamo creando.
CHI SONO LE PAPILLE?
Alice: con la testa tra le nuvole, è la grafica; il suo motto è "anche l'occhio vuole la sua parte e comunque ha sempre ragione lui". Roscia e pignola, con lei nessun font è lì per caso, l'importante è sempre starla a sentire, perché sa quello che dice e se dovete darle brutte notizie almeno fatelo in Helvetica.
Sta studiando grafica presso la Scuola Internazionale di Comics di Roma, ma nel tempo libero accudisce una pantera e gioca a Tekken.
Sarah: il braccio; dice sempre "datemi un Carlino e vi solleverò il Mondo" ma per ora si accontenta di disegnarne una, il che non è male visto che non sporca e non bisogna portarla a spasso. Maga
dell'inchiostrazione e amante dei buoni fumetti da cui inevitabilmente prende ispirazione. I suoi numeri fortunati sono 005; 01; 04; 08 e 2B.
Ha studiato fumetto presso la Scuola Internazionale di Comics di Roma, coltiva un hobby dieteticamente spietato e colesterolosamente dannoso: la pasticceria.
Cecilia: la mente; cresciuta con due fratelli maschi non ha trovato difficoltà ad empatizzare col mondo animale. Cerca di inventare storie per lo più apprezzabili che poi propina a Sarah sotto forma di sgorbi che qualcuno ha il coraggio di chiamare "storyboard". Quando non disegna pasticcia, quando non pasticcia fotografa, quando non fotografa cerca di capire quanta potenza dare al pedale di una macchina da cucire senza che la stoffa le voli via da sola.
Diplomata al liceo artistico è alla ricerca di quello che comunemente chiamano "lavoro" ma che oggi è visto per lo più come la pentola d'oro alla fine dell'arcobaleno.
Vi lascio i due link dove potrete trovarci: